©
Il 2025 è un anno giubilare.
Nella speranza che tu possa passarlo al meglio, mi piacerebbe raccontarti una cosa di quest’anno che sembra essere così speciale.
Ogni 25 anni.
L’anno giubilare ricorre ogni 25 anni. La distanza nella ricorrenza non è sinonimo di importanza, ma di rarità sì.
Da qualche chiacchierata con gli amici è venuto fuori uno strano racconto. Gli ingredienti sono la verità e la fantasia. Opportunamente mescolati per comunicarti un messaggio. Come in una bottiglia di vetro in una spiaggia con un biglietto.
Ed è stato proprio un messaggio che venne svelato al protagonista della nostra storia, quella notte. Il protagonista era appunto un giovane ragazzo contadino di una epoca lontana. Era l’anno del giubileo ed era la prima volta che succedeva nella vita del giovane. E quella notte glielo dissero.
Lui non ne capiva bene il perché. Ma sembrava una cosa buona. Tutto erano felici, giubili appunto. Erano contenti.
Di per sé, se non sai come fare, fare come gli altri, non è una cattiva idea.
Quindi decise di essere felice anche lui.
Andò dalla sua innamorata del momento e gli disse questo fatto dell’anno giubilare.
Ogni tanto bisogna far riposare i campi spiegò il contadino da quello che aveva acquisito. E quindi non si lavora! E quindi io sono pieno di giubilo! Esclamò.
La contadina femmina che era una tipa saggia. Pratica. In gamba. Disse: ”spero che il tuo giubilo ti riempia per bene perché se non lavoriamo non avremo cosa mettere nelle nostre pance!” Cretino!
Era anche concreta, quando voleva, la contadina femmina.
E che facciamo? Esclamò il contadino, protagonista della nostra storia.
Ora in passato dovete sapere che i giovani non si lasciavano mai da soli. Perché rallentare gli istinti dei adolescenti è da sempre la sfida dei più vecchi, ma solo in alcune parti del mondo.
Insomma, fatto sta che li di fianco s’era inquattata la nonna della contadina, pronta ad intervenire qualora la situazione si fosse fatta incandescente. Taciturna, osservava la situazione e risposte alla domanda del contadino protagonista con un ghigno un po’ inquietante sussurrando finché c’è ne, viva il Re, quando non c’è ne più, viva Gesù.
Nella purezza del suo amore incondizionato verso gli argomenti importanti, la vecchia indicava anche una via pratica alla mancanza della società del tempo. I luoghi delle Religioni del tempo. Luoghi in cui da sempre alcune cose sono prese seriamente. Come la fame appunto. Da sempre.
I due contadini allora si incamminarono.
E lungo il cammino era giubilo davvero. Perché oltre a loro due, i due contadini, l’intera civiltà del tempo pellegrinava tutta insieme verso una meta comune.
I pellegrinaggi verso i luoghi santi sono fatti per molti motivi. Ma se io vedessi una fila di pellegrini molti dei quali affamati tutta insieme alle mie porte, di certo non le aprirei.
Invece alcuni templi aprono le porte da millenni.
A simboleggiare l’accoglienza benevola di Dio verso la sua gente.
I due innamorati entrano nelle porte e ne sentirono subito la suggestione. Capirono anche che per il prossimo anno giubilare era meglio mettere via qualcosa, ma comunque ne furono contenti giubili appunto.
©