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Society Project

Le invenzioni 

Come te la immagini la realtà tra 20 anni?

 

Per prendere le misure 20 anni sono passati da quando internet è apparso. 20 anni prima il primo pc. 20 anni prima ancora esistevano solo le radio e le televisioni per la gente comune. 20 anni prima ancora da esisteva solo il telefono.

 

Più meno sei arrivato ad una vita.

 

Sono parecchie cose per una vita sola.

 

In fondo le invenzioni non erano così tante prima almeno per la gente comune.

 

Tanti Re, imperatori hanno investito da sempre in ricerca.

 

In realtà i palazzi del potere e dei soldi sono stati spesso i luoghi delle prime invenzioni.

 

Eccezion fatta per Gesù Cristo. Che non si sa come ha risolto uno dei problemi più difficili che l’uomo possa porsi. Da povero cristo, appunto, figlio di una madre e di un padre che neanche era lui, maneggiava la materia, parlava di storia e di filosofia, in modo da diventare leggendario.

 

Dicevamo delle invenzioni. Delle scoperte. Bhè Cristo ha risolto un problema che si potrebbe sintetizzare parafrasandolo un po’ se tu potessi aumentare uno degli ingredienti che compongono la l’essenza degli uomini, quale aumenteresti e quanto?

 

La teoria dei giochi nella sua radice mira a rappresentare e simulare i decisori. Per prevedere.

 

Ma questa è una storia. E non si vive secondo una formula per fortuna.

 

Almeno secondo quelle che riusciamo a rappresentare oggi.

 

La guerra e la difesa sono stati uno dei filoni in cui da sempre hanno investito Re e Imperatori, Magnati.

 

L’esplorazione dello spazio probabilmente è tra le più affascinanti e moderne.

 

Per noi comuni mortali l’intelligenza artificiale e la robotica (speriamo) stanno già entrando nelle nostre vite.

 

Ma con ignoranza. Come sempre.

 

Su una prima cosa bisognerebbe fare chiarezza.

 

Si riconosce una intelligenza artificiale dalla capacità di evolvere il proprio comportamento. Il proprio codice.

 

I software sono progettati concettualmente con un obiettivo e in base agli input che ricevono cambiano il proprio comportamento. Esistono intelligenze artificiali che regolano quanto tempo devi stare su Facebook. E ti propongono stimoli diversi in base a quello che stai vivendo o chi sei. Quanto tempo ascoltare musica e cosa vedere. Ieri i soldi, oggi la fama. Ma questa è un’altra storia.

 

Se c’è una lezione che si impara nell’aria calda di cuba è che talvolta il telefono conviene lasciarlo la casa.

 

Guardarsi in faccia, suonare il piano. Cantare. Bere un Mojito. Fare l’amore.

 

L’idea di un cervellone antagonista è sbagliata. Esistono intelligenze artificiali per tutto. Fondamente tutti vogliono venderti qualcosa, acquisire informazioni su di te, per vendere anche quelle.

 

Oggi le invenzioni su fanno anche per fare i soldi oltre che per la guerra. Il problema è che non sempre sono sotto il controllo della collettività. E se questi strumenti ledono i diritti individuali. Non va bene. Quando questo accade, allora, c’è un problema.

 

Ironia della sorte, nella storia i problemi grossi si sono sempre risolti con le guerre.

 

Della lezione di Cristo nessuno ci ha capito un cazzo.

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