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In questi giorni l’Italia è protagonista, mezzo e trasfigurazione di un processo di pace.
I dazi e la loro dialettica, l’Iran e l’atomica.
Ecco di questo vi volevo parlare.
Solo un bambino può credere che un incontro o un accordo possa far rinunciare una civiltà a difendersi con ogni suo mezzo.
La rinuncia all’Atomica è una utopica favola per la quale neanche vale la pena perdere tempo.
La guerra è una cosa seria, brutta e meschina. Quello che ho in casa non te li vengo a dire. E oggi non ci sono le condizioni per un disarmo. Per definizione. Perché l’esercito non è unico al l’ondo. Ovvero il suo governo.
Questo mi sembra ovvio.;-)
Ma qualcosa di buono si può fare. Anzi lo si è già fatto.
L’incontro, lo cantava anche Guccini in una sua canzone.
Immaginati la scena di questa gente importante che si incontra.
In uno dei palazzi romani (?).
“Il sole che calava già, rosseggiava la città.
Vecchi muri proponevano nuovi eroi.
24 anni da narrare l’uno all’altro, ma le frasi rimanevano dentro noi.
Cosa farai ora?
Cara amica il tempo prende, il tempo dà
Noi corriamo sempre in una direzione
Ma qual sia e che senso abbia chi lo sa
”
Un altro maestro diceva che “Le anime si incontrano per caso, per curiosità, per determinazione. In tutti i casi l’incontro ha sempre del miracolo. Nella coincidenza la componente magica è più evidente, ma decidere, partire, muoversi a tempo fino a trovarsi nel luogo dove la cosa sta accadendo è miracoloso come la costruzione di tutte le cose immaginate.”
La costruzione. È difficile da concepire in un momento globale come questo dove le civiltà si allontanano pensare di costruire qualcosa.
Ma se la prima cosa è il tempo, la seconda è il desiderio.
E un desiderio comune c’è.
Quella di non usarla mai l’atomica. Perché nessuno sano di mente vuole la guerra e soprattutto uno scenario di guerra nucleare.
Non è inutile fare qualcosa per non usarla mai.
Perché al mondo non siamo soli ed avere alcune cose serve a chiarirsi.
Se potessi dirgli qualcosa a questa gente, a questi uomini che oggi decidono parte del destino delle genti, gli direi?
Cosa desiderate, allora? Perché se pace volete non abbiate paura a mostrare il fianco. Non abbiate paura di mantenere le frasi dentro di voi come di Guccini nella sua canzone.
Perché al vostro fianco c’è qualcuno.
Questo qualcuno si chiama storia e suoi assi di sviluppo non sono fatti per ignorare chi la storia cerca di farla, nella verità, nella giustizia, e nelle componenti della ricetta magica della nostra esistenza stessa.
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