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La comunicazione è una pratica meravigliosa. E quando subentra la meraviglia, quella cosa diventa arte.
Molte cose della nostra vita sono basate sulle comunicazioni che riceviamo perché di fondo sollecitano il nostro pensiero su una idea, su una riflessione, su una opinione.
Il nostro cervello è una cosa meravigliosa anch’essa. Ancora così incerto nelle basi delle nostre definizioni.
Ma incerto è talvolta anche il cervello quando non è cosciente di sé stesso. Idee diverse vengono sotto stimoli diversi.
Prendiamo decisioni diverse in base ai nostri sentimenti.
E la ragione è legata al coinvolgimento emotivo che ne scaturisce. Alle parti del cervello stesso che entrano in funzione con maggiore impatto. La decisione che prenderai quando sei adirato è diversa da quella che prendi quando è passato un po’ di tempo.
In una misura semplice potresti scegliere di non uscire con la tua ragazza quando sei arrabbiato o arrabbiata.
In una visione complessa può spostare le alleanze di una guerra.
Poi c’è la manipolazione. Che è un’arte anch’essa.
Comunicare con un tempismo funzionale a creare condizioni favorevoli a sé stessi non è un comportamento oscuro ad ognuno di noi.
Nel piccolo, screditare un competitor in amore agli occhi della propria bella. Nel grande, rivelare al momento giusto informazioni che ti allontanino dai tuoi alleati. Che te li facciano stare un po’ più sul cazzo insomma.
Il fatto vero è peró che le questioni vanno risolte, per progredire. Andare avanti.
La verità che bussa alle porte non deve far cedere il passo alla freddezza dei pensieri.
Ogni cosa deve avere un suo giudizio. E il tempo, Il tempo lenisce l’ira. E rende più lucido il giudizio.
Ma non vi è giustizia senza perdono. Ottenere il perdono. Questa in fondo la pena di ogni condannato.
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