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Vive la France
La politica francese è probabilmente una delle più evolute, moderne, antonomastica cosa che ci stanno in questo mondo, in questo tempo.
Non tutti paesi evoluti dello scenario occidentale avrebbero mandato il proprio primo ministro o presidente in carcere, perché salvare le apparenze secondo alcuni oligarchi è meglio che credere nei propri principi quando questo costa abnegazione, principi alla miglior convenienza insomma.
Fatto sta che la Francia manda in carcere un Presidente.
Ironia della sorte quello si porta nella cella due libri e su questo dettaglio vogliamo strapparvi un sorriso.
Il primo la vita di Gesù. E sì, perché il carcere inizia prima di entrare in cella e quando sei il Presidente le cose si fanno per bene. Nessuno escluso, ma in questo caso si sono scese in campo le super star, siamo tutti uguali ma non è proprio così veramente, fino in fondo. Ed effettivamente la vita di Gesù ha tanto di interessante, tanto su cui riflettere per chi finisce in carcere. Tra le tante quella di svelare come sia possibile che tante verità siano finite in un solo nome così tanto tempo fa.
Il secondo libro è “Il conte di Montecristo”. E questo fa molta ironia perché sembra più una dichiarazione di guerra che un percorso di pace interiore.
Il conte di Montecristo incarcerato alla fine avrà la sua vendetta come ogni eroe che si rispetti. Come ogni persona che si sente innocente e si avvia con la palla al piede a scontare la sua pena, pianifica vendetta. E sì, perché a volte si sbaglia anche se si pensava di stare nel giusto.
Il Presidente non crede di essere colpevole. Ma da che mondo è mondo, la giustizia la fanno i giudici, l’amore le puttane, il vino sta nella cantina e i corrotti in parlamento.
Il Presidente finisce in carcere ad assaporare la vita dei carcerati. Veramente però. Anzi non proprio veramente perché le misure non possono essere state le stesse, ma comunque tutto quello che si può fare si sta facendo dal punto di vista del rigore della pena. Così sembra.
Non si diventa Presidente della Francia facendo caso al rancio o alla comodità del letto in cui si dorme, ma probabilmente lo si diventa sfruttando al meglio il tempo che si ha disposizione.
Conoscere aiuta a prendere decisioni migliori. Conoscere una realtà ai margini è importante perché in realtà sono pochi quelli che generano la delinquenza. Bisogna capire per risolvere i problemi. Per capire bisogna sapere. Per sapere veramente bisogna vivere. Ma fino in fondo questo, in realtà, viverla come gli altri, non è possibile.
Comunque, rimane la curiosità di fondo, che se il carcere l’avesse fatto davvero come gli altri, alla fine di sicuro avrebbero votato tutti per lui.